TRE GIORNI CHE PIOVE
Tre giorni che piove. Vedo un fiume grigio e gonfio come le mie piume: - Che tenerezza i rami dei saliconi piegati dal vento, coperti per metà dalle acque; annaspano nell’aria le foglioline come sono soliti gli uccellini per resistere alla bufera. Basta cantare. Mi devo fare forza e riprendere il volo verso la montagna. Non ci sono falchi e non ci sono gatti con questo tempo, meglio così. Arriverò a est di un bosco di faggi, abitato da un gufo misterioso, dalla volpe, dal cuculo melodioso, la faina scaltra. Non mi prenderà perché il mio nido e sopra un faggio altissimo. Quando il primo raggio di sole entra nella mia casa ben ancorata nei rami mi abbaglia. Alzo la testa confuso da tanta benevolenza, si asciugano tutti i dispiaceri, ogni foglia è una perla e il torrente spumeggia incontenibile. Ora basta davvero con i gorgheggi. Un verme affiora dalla terra. Mi darà forza. Il viaggio è lungo.
Luigi Maria Conforti
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