ALLA CASSA

La mia signora compra una grassa faraona
dal macellaio francesino,
la sua pelliccia di volpe lascia un odore di cotechino
si volta una vecchia turchina laccata
sempre prima alla cassa
per il semplice motivo che in pensione
non si ha più tempo.
-Signora, le dice, l’ho guardata.
Stanotte me ne vado… così se le và… e lo sappiamo che c’è l’aldilà
le lascio un mio sguardo...un mio ricordo
prima che i vermi nella cassa da morto
dopodomani ché giovedì, oscurino per sempre il mio maliardo sguardo.
Sapesse com’ero bella come ballavo che gambe avevo sotto la gonna!
Forza coro, è il tuo momento!
com’eri bella, da srimazzare, occhi profondi da temporale!
Ora, per favore, fate silenzio,
devo pagare.
La signora turchina saluta con un inchino
aggiunge un cero nella borsina
la cassiera cerca una monetina
-ci ritroviamo allora a primavera, amica mia
perché da un po’ di tempo non sto bene
tossisco
e le dà il resto.