Home page

 




447visite

Contatti / Contact


e-mail 


Critica / Criticism

 

Sito personale
Personal website


 

 

 

Benvenuto nella pagina personale di     Carlo Secoli

NUOVA POESIA

immagine1 La luna ammiccava negli umidi occhi sorniona la chiamano luna i poeti ubriachi il cielo era pieno di vetro, di luride ali. Era un cielo tranquillo, coperto di stelle e di pelli abortite, di forme bizzarre di aquile umane con occhi da cane. Un lunghissimo filo di ferro che passi dal culo alla bocca di tutti i poeti, per farne una lunga collana a Mammona se ancora si tace! Paolo, non è più il tempo di ascoltare le frasche. I Cinesi, gli Inglesi, gli Americani programmano l’uomo per il loro interesse e per il loro potere; lo stanno già facendo nei laboratori e non ascoltano nessuno. In tutto questo non c’è poesia
 

ALLA CASSA

immagine2 La mia signora compra una grassa faraona dal macellaio francesino, la sua pelliccia di volpe lascia un odore di cotechino si volta una vecchia turchina laccata sempre prima alla cassa per il semplice motivo che in pensione non si ha più tempo. -Signora, le dice, l’ho guardata. Stanotte me ne vado… così se le và… e lo sappiamo che c’è l’aldilà le lascio un mio sguardo...un mio ricordo prima che i vermi nella cassa da morto dopodomani ché giovedì, oscurino per sempre il mio maliardo sguardo. Sapesse com’ero bella come ballavo che gambe avevo sotto la gonna! Forza coro, è il tuo momento! com’eri bella, da srimazzare, occhi profondi da temporale! Ora, per favore, fate silenzio, devo pagare. La signora turchina saluta con un inchino aggiunge un cero nella borsina la cassiera cerca una monetina -ci ritroviamo allora a primavera, amica mia perché da un po’ di tempo non sto bene tossisco e le dà il resto.
 

MARIA MADALENA

immagine3 Carlos, l’uomo dell’arida Meseta, barba bianca come la capra ardita della montagna portò dalla sorgente un filo d’acqua alla serra delle fragole ci pensi? Le sue dita tozze raccolgono i rossi chicchi e li posano come ninnoli nei contenitori. Le stesse dita premute sul latte delle capre, sul vetro triste dell’inverno lassù… Maria Madalena de Fregenal al vento del bosco al lume che trema Maria Madalena l’appassionata. Maria Madalena tornò nella luce della sua montagna in un giorno di maggio con la veste più pura… -Come sta tua moglie Chiara? E allora gli racconto del tempo sereno che ci accompagna e vedo il bel sorriso di un tempo di Carlos -Beviamo alla vita, amico mio, ancora un poco. Beviamo a Maria Madalena l’affezionata. Beviamo alla morte e alla vita, amico mio… Ancora mi domando guardandomi intorno prima di ripartire dove ho pregato se non qui dove sta di casa il mio amico.