La gallina rosina
Capitolo 3: ELINGORDA DOV'E'?
-Elingorda dov'é?
-Non chiederlo a me!-
rispose il gufo ripulendosi gli occhiali dalle gocce di pioggia.
-Tua zia non la vedo passare sotto il mio albero da mesi. Quindi torna a casa e accendi la stufa.
Bagnata come sei ti prendi un accidente!
-Ma, il ramarro dice di averla vista strisciare in questa direzione... o almeno cosí crede, per colpa di un cespo di lattuga che gli impediva una nitida visione...
-No, ti dico di no. Di qui non é passata. Parola di gufo Fiodo. Dove sia andata quella giramondo di tua zia nessuno potró mai saperlo. Rassegnati e torna a casa. Non vedi che si sta scatenando il finimondo?
- Eppure il ramarro Pepin prima di ricadere tra il pattume ha visto la zia arrampicarsi verso il bosco delle spine.
-Quel Pepin deve aver battuto la testa. Nessuno si avventura nel bosco delle spine, per un motivo chiaro e semplice: i rami pungenti di quella foresta penetrano talmente uno nell'altro da non lasciare il bench� minimo passaggio. Per questo nessuno si é mai sognato di avventurarsi in quel bosco maledetto. E adesso, cara mia, lascia che sia io a rifugiarmi nel mio nido, perché "la pioggia il freddolino- ehtcí... ehtcí...- chiama in casa il....-ehtcí... ehtcí... il...
In quell'istante un fulmine rosso taglió in due il cielo nero e minaccioso e il gufo chiuse in fretta il portone del suo rifugio.
Ludovilla riprese la via del ritorno..
Magari la zia era giá tornata a casa..
Era davanti al camino a scaldarsi e a sgranocchiare caldarroste. Oppure all'Osteria o a guardare la partita da qualche sua amica... .
Ma la zia non aveva amiche e all'Osteria guai ad entravi da quando si era dimenticata di pagare il conto. Allora é a dar fastidio ai lombrichi.. Ma con il temporale i lombrichi stanno nascosti..
Speriamo che non mi abbia lasciato anche questa volta per uno di quei suoi interminabili viaggi..
E gli occhi di Ludovilla diventarono ancora piú neri e grandi..
Elingorda, dove era finita?
La serpe era passata per la vecchia casa diroccata nella quale viveva con la nipote Ludovilla, ma senza farsi vedere, aveva raccolto alcuni indumenti nella sacca, un po' di formaggio e strisciando nell'erba alta aveva preso la direzione del campo del soldato.
Lí aveva passato la notte, e alle prime luci, attenta che nessuno fosse nei paraggi, aveva imboccato il viottolo del bosco delle spine.
Arrivata nel punto in cui un ginepro interrompe il sentiero, si fermó. Si guardó intorno e poi circospetta sollevó con un bastone i rami pungenti.
Un lungo e stretto cunicolo si inoltrava nella foresta, in un labirinto di irte gallerie senza sbocco.
Elingorda sapeva individuare il punto in cui spostando prudentemente il ramo di un rovo, era possibile passare oltre.
Dopo aver camminato tutta la giornata si ritrovó su un altopiano e lí finalmente si addormentó.
Fu risvegliata da un fulmine rosso come il sangue seguito da un tuono minaccioso e da una voce caramellosa.
-Elingorda, hai ritrovato la strada di casa, la strada degli amici.
E dalle fenditure della terra, eccoli apparire gli amici dalle bocche ansanti e dagli occhi ironici. La voce riprese a dondolare parole, che si fecero peró piú pungenti:
-Elingorda, tossicodipendente segnata a dito, evitata da tutti, quando imparerai a darti una dignitá, a fare il male come se fosse il bene piú grande, anzi a farti implorare per fare il male.
Una risata risuonó nelle viscere della terra.Il tono ritornó sommesso. Le bocche si chiusero.
- Eli, non devi usare trucchetti da ciarlatana per riempirti la pancia.
Devi imparare cos'é l'arte della persuasione.
Come ti dicevo poc'anzi, dovrai far figurare il male come bene.
A una gallina, non ruberai il suo uovo.
Le dirai: - Non senti come ti pesa nella pancia quel guscio, non pensi a quali pericoli andrá incontro nel venire al mondo il pulcino?
Non avrai piú libertá, cara la mia signora, non piú intimitá, non piú possibilitá.
Anzi una vita grama ti aspetta.
Siamo in molti, tanti, troppi e ce n'é poco poco e per pochi!
Cosí dicendo, vedrai, sará lei a sbarazzarsi del suo pulcino e tu verrai ringraziata, come luce e benefattrice. E sarai sazia e rispettata!
Detto questo l'animale uscí dalle tenebre ed anche Elingorda tremó mentre gli artigli della faina graffiavano il cielo.
A presto i prossimi capitoli